Il T.E.D. :  un percorso di Autoconsapevolezza

Il compito del T.E.D.  è quello di accompagnare il Cliente, nella ricerca della sua vera natura e poi aiutarlo a trovare il coraggio di essere quel “Sé”.  Viviamo un momento di insicurezza diffusa e generale che coinvolge tutti e di tutte le età. Si sente palpabile un disagio diffuso nella società dovuto a molti fattori diversi, la crisi economica,  il futuro, modelli culturali irrazionali e poco reali e soprattutto difficilmente agibili, competizione massacrante, difficoltà o addirittura incapacità di comunicare.

Il T.E.D. si propone come uno strumento di aiuto, come un buon !amico” che accoglie e assicura uno spazio dove la persona possa trovare ascolto al proprio disagio da parte di un professionista, che tramite una relazione positiva non giudicante sappia facilitare il processo di presa di coscienza e di cambiamento. Ognuno di noi è alle prese quotidianamente con difficoltà che generano frustrazioni, cattiva immagine di sé, senso di inadeguatezza, e paura di non essere all'altezza delle situazioni e delle difficoltà causate dal ritmo frenetico, innaturale e malato della vita che conduciamo. Anche senza sfociare nella patologia, una frustrazione costante, una cattiva immagine di sé e un senso opprimente di inadeguatezza sono causa di stress e tristezza e possono portare a varie forme di depressione o ansia.

 Il T.E.D. è una professione di aiuto basata sull'ascolto, lo scambio alla pari e la relazione. Il T.E.D. è una persona come tante, con i suoi limiti, che ha scelto di lavorare su se stesso per tendere costantemente al miglioramento, si è formato ed diventato più esperto del cliente, e usando la comunicazione e la relazione consapevole per  essere  in grado, essendoci passato in prima persona, di facilitare il percorso di autoconsapevolezza dell’interlocutore e di cogliere quegli aspetti relazionali che causano i disturbi. A differenza della psicoterapia che si occupa prevalentemente di patologia e di ristrutturazione profonda della personalità, il rapporto Operatore T.E.D. e Cliente è una relazione che ha una funzione educativa, si cresce assieme, perché aiuta il Cliente o utente (non paziente) a tirare fuori da se ed attivare le proprie risorse personali, la propria consapevolezza, in modo da poter riconoscere e definire le problematiche e a sperimentare nuove strategie di azione e nuovi comportamenti, che siano personali e si identifichino con chi agisce su se stesso il lavoro di presa di coscienza. Uno dei cardini fondamentali della filosofia T.E.D. è che non esiste un metodo o un modo giusto, ma basta che funzioni. A questo proposito cito l’anarchismo epistemologico di Paul Feyerabend che  descrive un approccio anarchico all'epistemologia (da episteme - cioè scienza, conoscenza certa - e logos, ovvero discorso) così come definito da Paul Feyerabend nella sua opera principale Against the method (1975) (Contro il metodo, 1979). I principi del neopositivismo riguardano soprattutto la distinzione tra enunciati teorici e osservati e il principio di verificabilità. Per i neopositivisti (e in parte pure per Popper) la scienza è un’impresa teorica cognitiva “PURA” ed è caratterizzata dall’osservanza di un principio ritenuto oggettivo, il cosiddetto “Metodo”. Invece per Paul Feyerabend la scienza è una costruzione “IMPURA”, poiché essa è dipendente da fattori storico-culturali, pratico-sociali e ideologici (http://ita.anarchopedia.org/anarchismo_epistemologico ) (http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Feyerabend ). Ogni individuo è un mondo a sé, diverso da qualunque altro, quindi non può esistere un modo che possa in maniera efficace andare bene a larga scala, un po’ come gli abiti su misura del sarto e l’abbigliamento commercializzato in larga scala ...

 

L’Operatore T.E.D. cerca di stabilire una relazione positiva, paritaria: attraverso una comunicazione alla pari, favorisce e facilita la comunicazione spontanea dell’altro con un atteggiamento non giudicante ne valutativo e tende a capire ogni esperienza dell’interlocutore cercando di trasmettere un certo calore umano. Non ha la bacchetta magica, non ha la presunzione di salvare nessuno ne di avere la “verità” in tasca, non propone soluzioni facili o precostituite ma piuttosto cerca di facilitare il processo di presa di coscienza della situazione e delle problematiche del cliente, stimolandolo a prendere una decisione riguardo a scelte personali o ai propri problemi, lo sostene nell'esplorazione di nuovi stili di vita migliori. Lo scopo del percorso T.E.D.  è aiutare la persona ad aiutarsi, fornendogli quegli strumenti che sono nascosti dalle maschere che ognuno di noi indossa, per poterle riconoscere e agire l’autoanalisi e auto-riflessione che consentano di conoscere meglio i propri punti di forza e i propri limiti ed affrontare le proprie problematiche in modo più efficace.

La figura del Operatore T.E.D.  nasce, almeno idealmente, nel 2006, da una vita come tante, di una giovanissima Donna come tante, che vive la sua prima e importante Crisi. La Crisi che porta ogni essere umano a porsi delle domande sul perché la vita non è come la vorremo, sul perché nonostante tutti gli sforzi tutto va in direzione opposta e contraria, rispetto a quello che per noi vorremo. La Crisi che porta a ricercare le cause dell’infelicità, prima all'esterno, madre e padre e i rapporti conflittuali con le origini, la società, e via andare... fino ad Adamo, la causa prima… finché non ci si rende conto che quella fase era solo l’inizio, la vera Crisi inizia con la presa di coscienza che se c’è qualche cosa di sbagliato nella propria vita, il responsabile dei fatti che hanno portato alla situazione di malessere sono da ricercarsi dentro ognuno di noi. Si comincia quindi ad indagare dentro noi stessi e si scoprono cose che non si vogliono vedere, si cerca di mentire a se stessi e spesso anche agli altri indossando maschere per essere accettati, per sentirsi al sicuro, per giustificare qui comportamenti e quei fatti agiti, come se ad agire fosse altro da noi. La CRISI, se badiamo ai suo significato etimologico non ha come tutti pensano una cezione negativa, ma ben sì positiva. CRISI dal greco antico: ‘scelta’. Quand'è che non si è costretti a scegliere? Se non scegli, diceva un saggio, qualcun altro sceglierà al posto tuo. Se non scegli, sarai scelto. Nell'alternativa, c’è il senso più profondo e dinamico della crisi. Quante volte si sente dire: «Bisogna saper cogliere questa crisi come occasione di…» e poi si aggiunga a piacere: cambiamento (il vocabolo più gettonato), miglioramento, crescita, ripresa, riscatto, ecc. Il discorso pare attagliarsi ai singoli (crisi di pianto)come alle collettività (crisi dei valori), e si dimenticano tutte le valenze positive dalla parola, e quindi del momento.  

Quindi il T.E.D.  è uno come tutti Voi, che con umiltà fa da specchio e si specchia, chi si appresta ad intraprendere il viaggio dentro se stesso ha bisogno di un “complice” un Virgilio Dantesco che nella selva oscura della nostra vita, nella Crisi, ci accompagna fino al paradiso. Il T.E.D. nasce dall'esigenza di quelle persone che volevano intraprendere una professione di aiuto o operavano in contesti che richiedevano una buona conoscenza della personalità umana pur non desiderando diventare psicologi o psicoterapeuti. Lo psicologo Statunitense Carl Rogers, attraverso la terapia centrata sul cliente, trovò più efficace cercare di agevolare la risoluzione dei conflitti mediante il coinvolgimento del cliente piuttosto che dare consigli che in buona parte rimanevano inascoltati. Questa scoperta rivoluzionò l’approccio usato fino ad allora in psicoterapia: il cliente non è più soggetto passivo nelle mani dell’esperto che gli dice cosa fare e perché si trova in quelle condizioni, ma viene stimolato e coinvolto a trovare da sé le soluzioni, viene incoraggiato, grazie al rapporto di fiducia instaurato con il T.E.D., ad esercitare la propria responsabilità individuale e ad effettuare le proprie scelte

La funzione del T.E.D.  è quella di portare il cliente ad accettare la responsabilità della propria condotta e degli esiti della propria vita.  Il T.E.D. porta alla comprensione dell’unicità e della peculiarità di ogni essere umano come tale: la nostra peculiarità di esseri umani è data dall'unione di moltissime  parti all'interno di noi, quell'insieme di pregi e difetti che ci caratterizzano e ci rendono unici e speciali anche INDIVIDUI  diversi da tutti. I conflitti nascono dalla non accettazione di parti di noi che non ci piacciono o che non rientrano nell'idea che di noi ci simo costruiti con il tempo. Riuscire ad accettare anche quelle parti ci porta a trovare l’equilibrio all'interno della nostra personalità che è “ il realizzarsi del processo della vita di un individuo libero, socialmente integro e psicologicamente consapevole”.

Il Percorso T.E.D. affronta con i principali temi di crescita personale che sono :

  1. presa di coscienza della struttura della realtà oggettiva e soggettiva con cui ti confronti ogni giorno, del fatto che ciascuno è il creatore se pur inconsapevole dello strato di realtà in cui vive e della grande importanza della comprensione e del perdono verso se stessi e gli altri ( l’energia prodotta dalla rabbia e dal rancore provoca le malattie) ;
  2. consapevolezza di come è strutturata “la psiche” o se preferite l’interiorità dell’animo umano e che siamo responsabili delle emozioni che proviamo - per cui non sono mai gli altri a farci sentire male, ma possono farci male nella misura in cui noi lo permettiamo, riconoscere ed eliminare gli accumuli di detriti emozionali - inoltre esistono svariate tecniche per pulire i nostri stati emozionali;
  3. conoscenza e pratica delle tecniche di riprogrammazione mentale (per imparare a scegliere le frequenze del pensiero positive su cui sintonizzarci) e saper comunicare correttamente;
  4. conoscenza delle leggi che regolano gli equilibri familiari ed un rapporto affettivo sano, gli schemi che ci procurano insoddisfazione e quelli che invece sono causa di malessere e sofferenza, del poteziale legato alla sessualità e ai sentimenti come benzina della propria esistenza;
  5. conoscenza dei principi di base della purificazione fisica partendo dalla consapevolezza del corpo e dei suoi bisogni, quindi del cibo e di come lo assumiamo e delle leggi biologiche scoperte dal dr. Hamer (una vera e propria rivoluzione della salute che non può più essere ignorata anche se va contro la scienza accademica);
  6. corretta gestione dei soldi (un lavoro interiore sulle convinzioni limitate e limitanti connesse alla prosperità e al meritarsi il benessere ed una nuova prospettiva sul come acquisire libertà economica e d indipendenza);
  7. sana visione e accettazione in quanto “normale” delle crisi, della morte della nascita e rinascita (vedere i momenti di crisi come opportunità e la morte non come una fine ma come conclusione di un ciclo, solo come un cambiamento di stato). 

IMPORTANTE: Le discipline trattate NON si apprendono velocemente, richiedono tempo, pazienza e una buona costanza di applicazione. Chi pensa di poter risolvere velocemente e facilmente i problemi che si porta dietro da una vita si sta solo illudendo! Ciò che è vero, però, è che esiste in ciascuno di noi un potenziale molto più grande di quanto abitualmente si pensi. NON PUOI PRETENDERE DI CAMBIARE QUELLO CHE TI RIFIUTI DI AFFRONTARE.... RESPIRA. SORRIDI....e.... PENSA POSITIVO! OSA CAMBIARE!... LA CHIAVE E' DENTRO DI TE... NOI TI AIUTIAMO AD INVESTIGARE IL TUO MONDO INTERIORE PER TROVARE LA CHIAVE DELLA TUA FELICITA'!

“Partire è un po’ come morire” recita un antico detto, perché la partenza implica sempre l’abbandono di qualcosa, di una parte di noi, di un luogo familiare, di persone care. Il viaggio in molti casi è stato paragonato alla vita: un percorso all'interno di se stessi prima e ancor più che all'esterno. La ricerca e la conoscenza di se stessi partono prima di tutto da dentro di noi, per poi estendersi al di fuori, tramite il contatto con altri individui e, in generale, con il mondo. È il contatto con il non-noi, con l’altro, con il diverso che consente di delimitarci, di marcare i nostri confini. Aprirsi all'altro, al nuovo, allo sconosciuto è possibile solo quando i nostri confini sono già ben definiti, in modo tale che il timore di fondersi e con-fondersi con l’altro venga meno. Il viaggio implica una preparazione interna ed esterna. Si sceglie la meta, ci si documenta, si effettuano le prenotazioni, si riempiono le valige.

Il tempo che ci separa dalla partenza sembra interminabile, le ultime ore sono cariche di emozioni, di frenesia e di trepidazione. Se il viaggio è un fenomeno antico, che implica un andare avanti indefinito, alla ricerca di condizioni migliori, il turismo (dal francese “torner” = girare) implica un senso di circolarità, un ritorno al punto di partenza, arricchiti, formati. Di fronte al viaggio vi è chi pianifica ogni cosa nel minimo dettaglio, chi pensa di poter avere tutto sotto controllo e chi, all'estremo opposto, predilige la massima improvvisazione. Nel viaggio, come nella vita, gli stili personali tendono a corrispondere. L’impronta di un viaggio, così come di una vita hanno la medesima matrice: il singolo individuo. Anche la scelta della meta è alquanto soggettiva. Difficilmente un viaggio in cui manca la spontaneità, in cui non si segue l’impeto del momento, che non dà seguito a ciò che suggerisce il proprio intuito è un vero e proprio viaggio, nel senso pieno del termine. Il viaggio comporta incertezze, impossibilità di programmare e prevedere ogni cosa.

Come nella vita, anche nel viaggio c’è e ci deve essere sempre un margine di discrezionalità, di imponderabilità. La sfida è saper accogliere e vivere anche questi momenti. Molto spesso il confronto con ciò che è diverso da noi ci consente di conoscere meglio e di apprezzare maggiormente ciò che abbiamo. Rabindranath Tagore dice : “Per molti anni, a grandi costi viaggiai in molti paesi vidi le alte montagne gli oceani l’unica cosa che non vidi fu la goccia di rugiada scintillante nell'erba davanti all'uscio di casa mia”. Da sempre l'uomo è alla ricerca, conduce una ricerca, l'uomo ad un certo punto della sua vita viene spinto a partire da qualcosa di sconosciuto e che parte dall'interno del nostro intimo, oppure, la voglia di mettersi in viaggio accade perché il nostro corpo si ammala, la nostra vita è infelice... insomma per un motivo o per un altro arriva per tutti il momento di intraprendere il viaggio della vita per ritornare a casa. La mente e il corpo non sono certamente due entità separate, anzi, dialogano costantemente fino a confondersi spesso l’uno nell'altro, rendendo alle volte difficile comprendere le origini dei diversi stati di salute di un individuo. In generale, potremmo dire che potenzialmente il disagio mentale ed emotivo può incidere sul benessere fisico in molti modi: un disordine alimentare compromette la salute corporea in modo piuttosto evidente; uno stato depressivo può portare all'incuria (non ci si prende più cura di sé) e dunque allo sviluppo di malattie; l’ansia può condizionare, per citarne alcuni, il ritmo cardiaco, la salivazione, la respirazione o la pressione sanguigna. Viceversa, la malattia fisica può certamente influire sullo stato mentale ed emozionale. Può portare depressione, ansia, tensione, tristezza, infelicità, solitudine, malinconia, stress che finiscono con incidere, indebolendo il sistema immunitario, sul decorso stesso della patologia. Fino ad ora però si è parlato di come uno stato mentale alterato possa influenzare il benessere fisico o come una condizione di malessere fisico possa peggiorare lo stato mentale...

Ci sono invece delle malattie che hanno una caratteristica peculiare e che stabiliscono una relazione precisa tra mente e corpo: le malattie psico-somatiche, ovvero malattie somatiche generate dalla mente. Sull'origine e i modi in cui la mente riesca a far ammalare il corpo ancora si ha poca chiarezza. Sappiamo che la mente o meglio i pensieri possono incidere in modo importante sul funzionamento del sistema immunitario, infatti ci ammaliamo più facilmente quando stiamo vivendo situazioni di particolare stress o siamo deboli a causa di una sofferenza, per esempio un lutto, una separazione, un problema a lavoro o un conflitto con i figli o con il partner. Di sicuro il sintomo fisico emerge a seguito di una condizione stressante, una situazione emotivamente insostenibile su un piano di coscienza che quindi passa a quello fisico (più tecnicamente il sistema nervoso centrale in sovraccarico cede a quello autonomo la gestione del carico in questione). Da secoli la sapienza Orientale, la filosofia stessa sono una ricerca di se stessi, Conosci te stesso, diventa ciò che sei diceva Socrate. Mens Sana in Corpore Sano...

Il sintomo fisico può prendere qualsiasi forma e varia da soggetto a soggetto – ed è importante precisare che la somatizzazione è una strategia di difesa che alcuni individui sono più propensi ad utilizzare rispetto ad altri. Più spesso si tratta di dermatiti o malattie cutanee; problemi respiratori (l’asma ad esempio); emicranie; problemi sessuali; ulcere e disturbi gastrointestinali; disturbi del sonno, disturbi alimentari, sovrappeso. Un aspetto intrigante delle malattie psicosomatiche è strettamente legato alla loro cura. Chi sviluppa una malattia psicosomatica è solitamente poco propenso a tollerare stati emotivi alterati, i quali creano una tensione che si tenta di scacciare via, senza affrontarne le cause. Così lo stato “conflittuale” in cui si trova la mente, viene passato al fisico, che sviluppa una malattia concreta, visibile, controllabile. Questo porta spesso a concentrarsi esclusivamente sull'aspetto della cura del corpo – pure importantissimo – tralasciando però l’elemento più importante: l’origine, che deriva dalla mente in uno stato di sofferenza. Una volta che il sintomo è stato ceduto al corpo diventa molto difficile ricondurlo alla mente. Dunque è fondamentale per la buona cura della malattia, che accanto al trattamento fisico vi si aggiunga un percorso di consapevolezza, di crescita interiore, di ricerca di se, di ricerca della causa prima che spesso rimane celata dentro di noi, un percorso quindi in grado di risalire alle cause mentali ed emotive. Paradossalmente, per la loro natura che tende a celare e negare il disagio emozionale, coloro che sviluppano una malattia psicosomatica non arrivano, se non dopo molto tempo e molte diagnosi mediche, psichiatri e farmaci, psicoterapeuti e analisi, all'attenzione sulla parte emozionale e sulle dinamiche che dettano i ritmi della loro vita, e quindi a riportare il sintomo là dove è stato originato: ovvero nella mente. Negli ultimi anni però gli studi clinici hanno dimostrato la correlazione tra accumulo di emozioni e patologie ;

ACCUMULO DI EMOZIONI=>PATOLOGIA     https://fondazioneveronesi.it/articoli/lesperto-risponde/il-cancro-e-una-malattia-psicosomatica.

Per il nostro cervello non è facile gestire ed eliminare tutte le sofferenze e le insoddisfazioni vissute nel coso della vita: molto spesso restano dei "detriti emozionali". Come ci insegnano la psicoanalisi e l'ipnosi e come dimostrano molti altri studi, l'accumulo nasce già dall'infanzia e per questo motivo è impossibile non aver trattenuto, da qualche parte, nei meandri della psiche, quantitativi di "detriti emozionali" potenzialmente pericolosi, che possono (in condizioni particolari) sfociare in un sintomo! Molto spesso non siamo nemmeno consapevoli della presenza di emozioni negative dannose, nascoste nel nostro sistema psiche-cervello (e comunque consapevolezza NON VUOL DIRE eliminazione!). La comunità scientifica si è trovata ad affrontare molte difficoltà, nello studio dei fenomeni intrapsichici: prima fra tutte, come detto, quella di dimostrare la correlazione tra patologia e "detriti emozionali" (nascosti nell'inconscio).

Non meno difficile è stato lo sforzo di inventare un metodo di indagine sufficientemente approfondito per superare le resistenze dell'inconscio all'indagine stessa (meccanismi difensivi automatici e non dipendenti dalla nostra volontà) così da riuscire ad identificare:

  • la presenza di "detriti emozionali"
  • la loro origine (ovvero le cause delle sofferenze, vissute nel corso dell'infanzia o dell'età adulta)
  • il motivo della mancata espulsione (che sarebbe anche potuta avvenire attraverso i normali meccanismi di eliminazione-sfogo di cui dispone l'organismo).

Poi si è reso necessario conoscere e comprendere il funzionamento delle diverse aree del cervello, problema risolto grazie all'evoluzione delle analisi strumentali (ai tempi di Freud e Jung non erano disponibili TAC, PET, Risonanza magnetica). Tutto questo grazie alla scienza ha permesso ai ricercatori, di avallare le proprie ricerce dei dati scientifici necessari. Fino ad oggi, non era mai stato proposto un metodo realmente efficace per la definitiva eliminazione delle emozioni accumulate. Per eliminarle infatti non basta un'analisi accurata che ci indichi la loro pericolosa presenza: per la loro espulsione è necessario un metodo che permetta una vera e propria "trasgressione morale". Il TransEmotins Daynamics , è INNOVATIVO utilizza antiche tecniche in commistione con nuove tecniche, dando origine ad un metodo in grado di intervenire sul canale emotivo , investigando nell'esistenza, scavando nell'animo umano, per comprenderne i meccanismi e l'intima natura al fine di tirare fuori da ognuno l'eccellenza.

Il T.E.D. è un METODO INNOVATIVO, una tecnica non medica, non psicoterapica, non invasiva e non ha controindicazioni in quanto si basa su: - tecniche di rilassamento e di comunicazione NON VERBALE (per la ricerca dei detriti emozionali) - Azioni mirate e di sfogo emozionale (per l'eliminazione controllata delle emozioni accumulate) In sintesi, moltissime patologie psichiche e/o fisiche sono dovute alla presenza di "detriti emozionali" che ostacolano il normale funzionamento del nostro organismo in tutte le sue manifestazioni i metodi sono diversi: 

  •  Meditazione

La meditazione non è un esercizio, ma una pratica che richiede disciplina e continuità; coltivare il silenzio interiore e osservare con il giusto distacco i propri pensieri, emozioni e sensazioni fisiche favorisce la consapevolezza. Praticare la consapevolezza

  • Medicina Olistica

La Medicina Olistica si occupa della salute dell’individuo nella sua unità di corpo, mente e spirito. Essere in salute, infatti, significa essere in armonia con se stessi, con gli altri e con l’ambiente. La Medicina Olistica considera la guarigione come un percorso di crescita e consapevolezza interiori e di evoluzione della persona.

 

  •  Naturopatia

La Naturopatia non cura la “malattia” ma cerca di mantenere o ripristinare la salute “secondo natura”, Il Naturopata è in primis un consulente della salute e del benessere, intesi come equilibrio dei differenti livelli caratteristici di ogni essere umano: il livello Fisico, Emotivo, Mentale, Energetico e Spirituale.

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