TRATTO DAL PERCORSO T.E.D. www.tedproject.com

CONSAPEVOLEZZA DEL CORPO

"Al di fuori del Sè non c'è niente.
Tutto è Uno, e tutto è contenuto nell' IO SONO. Conosci colui che
conosce, e tutto sarà conosciuto"
(Sri Nisargadatta Maharaj)

"Il corpo… il nostro miglior compagno.
E’ grazie a lui e con lui, che siamo qui a fare l’esperienza di
questa vita sulla terra.
Troppo spesso maltrattato, poco amato
e capito, a volte trascurato.
Impariamo ad amarlo e per amarlo bisogna capirlo.
Per capirlo bisogna ascoltare.
Per ascoltare bisogna tendere le orecchie, quelle interiori.
La consapevolezza è la capacità di presenza nel presente.
“La nostra relazione con il cibo è un sentiero inaspettato. E’ una
porta, non un muro, un’apertura, non una chiusura. Tutto ciò
che credi sull’amore, sul cambiamento, sulla gioia e sulle
possibilità si rivela in come, quando e cosa mangi. Il mondo è nel
tuo piatto.”
Geenen Roth, scrittrice"

 


Come possiamo parlare di armonia quando la persona si sente
turbata dalla malattia? Tuttavia, parlare di armonia ci avvicina a
un concetto realistico della salute: la salute è una lotta contro
tutto ciò che avversa l’armonia nell’uomo. Per armonia si intende
la confluenza di diversi elementi in modo ordinato, cioè l’unità. E
l’unità è la vita, poiché la disintegrazione è la morte. Tendere
all’armonia vuol dire aumentare la vita, e la salute è l’unico
modo per conservare e aumentare la vita.
Ma qual è l’armonia che promuove la salute? Quella che si
realizza in fatti concreti che danno espressione a questa armonia, che la fanno aumentare, che correggono le disarmonie. Quindi, l’armonia si esprime sotto forma di cambiamento.
L’armonia verso la quale tendiamo è l’armonia fisica, psichica, sociale e spirituale. Mi soffermo su quella psichica, considerando le altre tre come intimamente connesse a questa.
Dal punto di vista psicologico la salute consiste:
- avere competenza sociale, ovvero sapersi muovere in modo adeguato nei contesti sociali, ascoltando, conversando,
esprimendo in modo accurato atteggiamenti ed emozioni;
- avere una buona stima di sé, un giudizio positivo del 

proprio valore personale;
- nell'avere una buona capacità di risoluzione dei problemi, cioè
l’abilità di identificarli e analizzarli, di scegliere le soluzioni e di valutare i risultati;
-avere la percezione accurata delle proprie emozioni, il controllo di esse, e la capacità di esprimerle in modo appropriato.
Secondo la teoria analitico-transazionale, la persona sana è quella che si è liberata dal copione di vita . Il copione è un
programma inconscio che scriviamo e cominciamo a recitare quando siamo bambini, rinforzato dai nostri genitori e
giustificato dagli eventi della nostra vita, che comporta delle decisioni, dette decisioni di copione. Liberarsi dal copione vuol
dire rendersi autonomi, fare scelte diverse, “ri-decidere” basandosi sul presente, e non sulle limitanti decisioni infantili (M e R. Goulding, 1983). Nel momento presente possiamo scegliere di stare in contatto con noi stessi, in ascolto dei nostri pensieri,
emozioni e sensazioni, per agire in modo adulto. Raggiungere l’armonia interiore vuol dire proprio questo: far confluire in modo ordinato degli stati distinti (pensieri, emozioni, azioni, sensazioni somatiche), per esprimersi nel mondo nel pieno rispetto di sé e degli altri.
Considerare la malattia come disarmonia produce speranza, quindi guarigione, poiché sulla disarmonia possiamo intervenire
creando armonia; abbiamo il potere di cambiare la disarmonia in armonia. Allo stesso modo, riappropriarci delle nostre emozioni come qualcosa che appartiene a noi e che non arriva da fuori, può aiutarci a vedere che ci appartiene anche o la capacità di
gestirle quando sono troppo dolorose. Spesso le nostre emozioni non sono riferite al momento presente, ma sono legate a qualcosa che abbiamo vissuto nel passato e che continuiamo a portare nel nostro presente, piuttosto che darci delle alternative.
Per questo motivo, quando i miei Utenti arrivano alla prima seduta di T.E.D. rovesciando il secchio di tutte le etichette diagnostiche che medici, psichiatri, psicologi e loro stessi si danno, prima di cominciare il lavoro faccio quella che io chiamo la “pulizia dalle etichette”. Essere dentro un’etichetta diagnostica (depresso, alcolista, con attacchi di panico, ecc…) lascia sottintendere che nulla può cambiare, che c’è staticità, quindi nessun cambiamento. Questa è la strada più sicura per rendersi malati e senza opzioni. La guarigione, invece, implica imparare nuove scelte, vedersi nella possibilità della trasformazione, nell'armonia del cambiamento che ognuno realizza per se stesso.
A. Garau

 

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