ombra


Di Alice Garau, gennaio 2015 

Mi sono chiesta spesso cosa sia la follia, e che cosa sia la salute… dov'è il confine tra delirio, allucinazione e verità… ora, non avendo io nessuna verità in tasca… mi domando cosa è reale… dico che il “cosa” è una condizione di “causa”: cioè che presuppone un giudizio; per esempio, nelle lingue germaniche antiche thig (cosa) è l’insieme, il collettivo o assemblea, intesa come insieme, e quindi il giudizio su una certa cosa, impegna tutta la collettività.
Realtà nelle lingue latina ha la tua radice in res : quindi ciò che è rilevante messo a giudizio. L’opinione pubblica, che pone attenzione su qualche cosa, crea la cosa stessa, che io trovo una notevole stramberia, che non è meno folle della follia del singolo individuo. Quindi, ci sono deliri non solo dei singoli ma che riguardano l’intera collettività, eppure, si continua a liquidare beatamente la follia dei singoli definendola una deviazione dal comportamento collettivo.
Una mente fragile trova posto evadendo nella follia. Eppure anche la voce di chi afferma “quello è pazzo” è un modo di rifugiare le fragilità… quindi, la sanità psichica ritengo si possa definire una finzione sociale; cambia la prospettiva politica e quindi il “regista” di ieri sembra a tutti un mostro. Laderenza al reale, e quindi la storia, di punto in bianco la sconfessa. Basta pensare che per due millenni, tutti hanno seguito “colui che è fuor di senno “ (marco, 3 21) oppure, senza scomodare il Cristo, per esempio dal (1922-43) il Fascismo in Italia ed il nazismo in Germania (1933-45) erano la realtà a cui si aderiva… che poi, è diventata la follia del regime… Sotto le dittature fondate sull’intenzione dell’ebete affermano che è l’unico nel giusto, i cartelloni del regime ne hanno replicato all'infinito le fattezze. Un linguaggio fatto di meccanismi schizofrenici collettivi sono la base di tutti i regimi totalitari .
La sanità mentale quindi non si può dire un concetto saldo. Nemmeno la sanità del corpo lo è, per esempio, per un indigeno delle foreste, è sintomo di sanità, stare nudo a 3 gradi, correre scalzo nelle foreste e camminare per mesi e mesi cibandosi di bacche e insetti… per la nostra civiltà, che sdegna ogni forma di diversità, l’indigeno risulta pazzo.
Quindi l’opposizione tra sanità e malattia non è oggettiva. L’unica fonte di certezze assolute è il pensiero collettivo . ergo, la follia non esiste… 
Nelle fiabe, spesso il folle o la follia apre le porte, i varchi per la conoscenza, esempio : il Parsifal, è un giovane folle, e soltanto la sua innocenza può redimere un mondo sterile e desolato. Visioni di spiriti e demoni, di regni incantati soprannaturali, possono essere utili per sciogliere i limiti della quotidianità.
Le malattie mentali sono tentativi di indagare l’Unità. L’apatia dello schizofrenico è la relazione estrema del dilemma di quanto si possa e debba essere aperti alle suggestioni del mondo esterno. La paranoia invece, garantisce una circolare spiegazione del tutto. I deliri difendono dal caos dell’esistenza, che di solito si preferisce ignorare. La persona che definisce alieni i suoi naturali processi mentali e si sente attraversato da pensieri che sembrano forze estranee, è ad un passo dal grande momento di illuminazione per cui i processi mentali diventano oggetti fra gli altri del mondo esterno. La perdita del senso di identità in quella che in passato si definiva “amenza”, è un notevole passo verso l’esperienza della verità; ovvero, rimuovere l’angoscia o lo smarrimento che ci accompagnano.
Ciò che vale per la persona, vale per la società, non si possono scindere. La persona nasconde interiormente una moltitudine e la società compine una persona…..dal mio punto di vista non c’è differenza tra delirio e ideologia, tra fede personale e credenze sociali sono tutt'uno. Non c’è vaneggiamento che non si possa definire dogma. Non esiste stravaganza che non possa diventare pubblica fede, etichetta di ordine sociale, non c’è capriccio che non si sia messo sull'altare, nulla di tutto quello che veneriamo si salverà dall'esecrazione o dall'oblio della dimenticanza collettiva, non appena i tempi repentinamente cambieranno di nuovo. La storia alterna iconoclastie e iconolatrie, perciò andrebbe studiata a tutte le età e di qualunque ordine sociale o religioso si sia, perché aiuta a liberarci dal giogo e dalla stretta del presente… fatto di truffe farneticanti perfettamente allegorizzate che danno l’illusione di una verità apparente e delirante che condiziona masse e singoli… ergo, la follia… non è una malattia, ma piuttosto un tentativo del singolo di ricercare la verità.

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